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Vaccini e autismo: storia di una frode

09/12/2017 at 23:30 · · 0 comments

Vaccini e autismo: storia di una frode

The Lancet è una delle riviste scientifiche più prestigiose all’interno del campo medico. Andrew Wakefield, in un articolo pubblicato nel 1998 su questo giornale scrive:

“L’esordio dei sintomi comportamentali [dell’autismo] veniva associato, dai genitori, con il vaccino trivalente MPR in 8 dei 12 bambini”

Si trattava di uno studio su 12 bambini – campione non significativo per trarre conclusioni – che come misura utilizzava valutazioni che si basavano in buona parte sulla memoria e le dichiarazioni dei genitori. Misure a dir poco non valide e non oggettive. Vi sono altri dettagli tecnici (ad es., la mancanza del gruppo di controllo e della conduzione in cieco per dirne due) che rendono tale studio disegnato molto (molto) peggio della maggior parte delle lauree sperimentali che si vedono al giorno d’oggi. Per chi volesse approfondire in inglese…

E così, in Inghilterra e negli Stati Uniti precipitò il tasso di vaccinazioni e scoppiarono epidemie di morbillo (EuroSurveillance Editorial Team, 2008). Tanto per essere chiari: sono morti molti bambini per questo.

autismo vaccini

La scienza – nella realtà non sulle pagine di focus o nei film di Hollywood – non fa grandi passi passi avanti per un singolo esperimento. Certo è successo, forse adesso stai pensando a qualche caso eccezionale che contraddice la mia affermazione. Magari è appunto qualcuno che è passato alla storia per questo. Insomma, un po’ come controbattere che il fumo non fa male perché mia nonna ha novant’anni ed è sana come un pesce.

Quello che succede nella realtà è che un ricercatore conduce un esperimento e in altre parti del mondo molti altri scienziati lo replicano in maniera più o meno simile per confermare e generalizzare i risultati ottenuti. Lo studio di Wakefield creò grande scalpore e nonostante in molti cercassero di replicarlo, nessuno ottenne gli stessi risultati. Nessuno osservò una maggiore incidenza di autismo tra i bambini sottoposti alla vaccinazione MPR – o altri vaccini – rispetto a bambini non vaccinati. Lo studio di Wakefield rimase l’unico studio al mondo a sostenere un’associazione tra vaccini e autismo.

 

Post hoc ergo propter hoc – siccome il vaccino viene fatto prima di osservare l’autismo, allora è causa dell’autismo. E’ una fallacia logica che consiste nel prendere per causa quello che è un antecedente temporale. La sfortunata coincidenza ha voluto che la trivalente venisse fatta all’età in cui l’autismo diventa osservabile.

Dopotutto se nasci muto non se accorgono subito ma, solitamente, quando si accorgono che non reagisci ai rumori oppure che gli altri bambini parlano e tu no. Al che se prima di trarre questa conclusione sei stato esposto a sostanze tossiche qualcuno potrebbe essere tentato – postulando implicitamente nessi causali tra eventi temporalmente vicini – di pensare che sia stata questa sostanza a farti diventare muto.

Le cause dell’autismo sono sconosciute. Questo non vuol dire che non si sappia nulla sull’autismo. Gli studi di genetica quantitativa sui gemelli mostrano come la genetica sia l’elemento più importante.

Questo disturbo previene uno sviluppo normale ed è difficile da osservare. La parola chiave è sviluppo. I bambini nascono senza denti e li sviluppano da una certa età in poi. Immagina un bambino nato senza la possibilità di sviluppare una dentatura. E’ ovvio che nessuno se ne accorgerà fino a che non diventerà strano che questo bambino non ha i denti quando tutti gli altri coetanei ne hanno. Non per questo è corretto cercare la causa in qualcosa che è successo all’età in cui avrebbero dovuto spuntare i denti cioè quando ci si accorge della presenza del disturbo.

Non dobbiamo confondere i sintomi osservabili (ad es., non parlare) con la condizione. L’autismo è presente da ben prima di diventare osservabile.

Il 28 gennaio 2010 il General Medical Council, a seguito di diverse investigazioni, ritenne Wakefield colpevole di più di trenta accuse tra cui quattro per condotta disonesta e una dozzina che implicavano l’abuso di bambini con problemi dello sviluppo. Scoprirono che Wakefield aveva falsificato i dati e i suoi collaboratori ritrattarono le scoperte, The Lancet ritirò l’articolo e Wakefiled fu radiato dall’ordine dei medici.

Nel 2011 un articolo apparso sul Behavioral Journal of Medicine (Godlee, Smith & Marcovitch, 2011). Descriveva il lavoro di Wakefield come ‘elaborata frode’.

Nello stesso giornale e nello stesso anno fu data voce al giornalista che maggiormente si era occupato di seguire il caso Wakefield dagli albori, il quale scoprì di un giro economico che avrebbe reso milioni per un brevetto di  un’alternativa al vaccino trivalente. I bambini nello studio originale, inoltre, non soffrivano neanche di alcune delle condizioni di cui Wakefield scriveva (Deer, 2011).

Purtroppo, ancora oggi si vedono ancora molti pregiudizi su vaccini e autismo. I media oramai puntano molto sulla strumentalizzazione delle notizie per fare audience e questo fenomeno è stato amplificato esponenzialmente dalla diffusione, spesso tramite social network, di notizie di giornali online che, se va bene, non controllano le proprie fonti, se va male invece inventano le notizie di sana pianta.

E’ innato nell’uomo ricercare relazioni di causa-effetto lineari, semplici. Dai tempi di Galileo, però, abbiamo deciso di affidarci all’uso non solo della ragione – che può essere ingannata – ma di strumenti per osservare e di metodi sperimentali per verificare le nostre ipotesi. Questa posizione – piaccia o no – è la maggiore responsabile dello sviluppo delle conoscenze della nostra civiltà negli ultimi secoli.

Quello che la scienza – quella sperimentale, ufficiale – ci dice è che i vaccini non causano l’autismo. Ci sarà sempre qualcuno che racconta la sua esperienza alla luce della sua interpretazione; dopotutto ‘il fumo non fa male, mia nonna fumava e ha vissuto fino a novant’anni’.

Dobbiamo ragionare sulle conseguenze di questa disinformazione: ovvero genitori che scelgono di non vaccinare i figli. Ogni volta che perpetriamo la diffusione di idee che sono state ripetutamente smentite dalla comunità scientifica internazionale contribuiamo a fare danni al prossimo e in questo caso, il prossimo sono i nostri figli e i figli degli altri.

Non sto dicendo che sia sbagliato voler cercare cause. Cercare di spiegare e trovare un perché ad una situazione così drammatica come quella di scoprire che il proprio figlio soffre di autismo. Non sto dicendo che non è normale reagire in maniera emotiva davanti a questo. Sto invitando a fermarsi a riflettere, a usare la ragione per scegliere in che cosa credere e, sopratutto, quale idee diffondere perché alcune – come la presunta pericolosità dei vaccini – possono essere idee letali.

Purtroppo al momento le cause dell’autismo sono ignote. Sono ignote a professionisti che di lavoro fanno esperimenti scientifici per scoprire relazioni causali.

Viviamo in un contesto socio-culturale che ha travisato il senso della democrazia estendendolo all’infinito. Sono le persone a essere uguali e degne di rispetto, non le idee.

Non rispetterò mai un’idea nata dall’ignoranza e mantenuta per fede, che causa danni e può arrivare a provocare dei morti. I peccati dei padri non dovrebbero ricadere sui figli.

scienza, vaccini e autismo

 

 

Bibliografia

  • Caplan, A. L. (2009). Retraction—Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive developmental disorder in children. Wkly Epidemiol Rec, 84, 301-08.
  • EuroSurveillance Editorial Team. (2008). Measles once again endemic in the United Kingdom. Eurosurveillance, 13, 1.
  • Deer, B. (2011). How the vaccine crisis was meant to make money. BMJ, 342.
  • Deer, B. (2011). Pathology reports solve “new bowel disease” riddle. BMJ, 343.
  • Godlee, F., Smith, J., & Marcovitch, H. (2011). Wakefield’s article linking MMR vaccine and autism was fraudulent. BMJ, 342.
  • Wakefield, A. J., Murch, S. H., Anthony, A., Linnell, J., Casson, D. M., Malik, M., … & Walker-Smith, J. A. (1998). RETRACTED: Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive developmental disorder in children. The Lancet, 351(9103), 637-641.

 

Categories: Cultura

Dott. Francesco Sanavio

Francesco Sanavio

Psicologo laureato all’Università San Raffaele di Milano, ha trascorso un anno all’estero con una borsa di studio presso l’Università Autonoma di Barcellona. Dopo la laurea, è stato all’Istituto Beck di Roma dove si è occupato di Mindfulness e in seguito, presso il Bio Behavioral Institute di New York. Attualmente lavora presso ITC e il SAP della Facoltà di Psicologia, è consulente per la ULSS 6 e collabora in progetti di ricerca con la Sigmund Freud University di Milano.

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